Antica baita in pietra con il tetto in lose addossata a una parete di roccia nel bosco della Valchiusella
Baita in pietra in Valchiusella — foto: Laurom · Public domain · Wikimedia Commons

Ci sono valli che si raccontano attraverso i monumenti. La Valchiusella si racconta invece attraverso i materiali. La pietra grigia delle montagne è diventata muri, tetti e ponti. L'acqua del torrente Chiusella ha fatto girare i mulini e scavato le gole. Il bosco ha dato legna, castagne e travi per le case. Camminare in valle con questa chiave di lettura cambia lo sguardo: ogni muretto, ogni baita, ogni mulattiera racconta come si viveva qui.

La pietra: case, muri e tetti in lose

Il segno più riconoscibile dell'architettura tradizionale della valle sono i tetti in lose. Sono grandi lastre di pietra spaccate a mano e sovrapposte come squame, pesanti e capaci di resistere per generazioni alla neve e alla pioggia. Sotto questi tetti si trovano case e baite con muri spessi in pietra locale, spesso posata a secco o con pochissima malta. Le finestre sono piccole per conservare il calore, e i balconi in legno servivano a far essiccare fieno e raccolti.

Salendo verso gli alpeggi le costruzioni diventano più semplici ed essenziali. Ci sono baite isolate e piccoli gruppi di case d'alpe, a volte addossate a un grande masso o a una parete di roccia che fa da muro e da riparo. Molte sono state abbandonate e il bosco se le sta lentamente riprendendo. Altre sono state recuperate con cura, rispettando forme e materiali.

  • Muretti a secco: sostengono terrazzamenti, orti e sentieri, costruiti incastrando le pietre senza malta.
  • Mulattiere lastricate: le antiche vie di collegamento tra i borghi e gli alpeggi, percorse un tempo con muli e gerle.
  • Piloni votivi e cappelle: piccole architetture di devozione agli incroci dei sentieri, che punteggiano tutta la valle.

L'acqua: il Chiusella, i ponti e le gole

Il torrente Chiusella è il filo che lega la valle. Nasce tra le montagne della testata e scende verso la pianura del Canavese, dove poi confluisce nella Dora Baltea. In alto scorre tra massi chiari e pozze color smeraldo. Più in basso rallenta e, poco sotto Vidracco, si allarga nel lago di Gurzia, un bacino artificiale creato da una diga.

Lungo il suo corso si incontrano alcuni dei manufatti più fotogenici della valle: i ponti in pietra ad arco, alti e sottili, costruiti per unire le due sponde dove il torrente si stringe. Nei dintorni di Traversella, per esempio, antichi ponti ad arco scavalcano il Chiusella tra rocce levigate dall'acqua. Lungo i corsi d'acqua laterali restano qua e là tracce di vecchi mulini e canali, segno di quando l'acqua era la principale fonte di energia della valle.

Un consiglio: i torrenti di montagna sono bellissimi ma imprevedibili. Dopo forti piogge il livello dell'acqua può salire in fretta. Godetevi le pozze e le rive con prudenza, e non attraversate mai i guadi quando l'acqua è alta.

Il bosco: castagni, faggi e silenzio

Gran parte della valle è coperta da boschi. Nella fascia più bassa domina il castagno, per secoli una vera risorsa per le famiglie: dava farina, legna e travi da costruzione. Salendo si incontrano faggi, betulle e, più in alto, larici e pascoli. In autunno questa successione di specie crea una tavolozza di colori che vale da sola il viaggio. Ne parliamo nell'articolo su autunno e inverno in valle.

Il bosco ha anche un valore meno visibile: il silenzio. Lontano dalle strade principali si sentono solo l'acqua, il vento e gli uccelli. È questo che rende la valle così adatta a chi cerca una pausa dal rumore quotidiano.

Pietra e lavoro: le miniere di Traversella

La pietra in valle non è stata solo materiale da costruzione. Per secoli dalle montagne di Traversella si sono estratti minerali, e le antiche miniere sono note agli appassionati per la grande varietà di specie mineralogiche trovate in un giacimento così piccolo. Oggi questa storia è raccontata dal Museo Mineralogico e delle Attrezzature della Miniera di Traversella, gestito da volontari. Apre in genere nei fine settimana della bella stagione: verificate giorni e modalità di visita sui canali ufficiali prima di andare.

Come scoprire la valle con calma

Il modo migliore per leggere questo paesaggio è a piedi o in bicicletta, senza fretta. Alcune idee:

  • percorrete un tratto di mulattiera tra due borghi, guardando tetti, muretti e piloni lungo la strada;
  • seguite il Chiusella a monte, cercando i ponti in pietra e le pozze più tranquille;
  • visitate il Lago di Alice Superiore, a circa 6 km, per una pausa tra acqua e bosco;
  • per un quadro d'insieme partite dalla pagina dedicata alla Valchiusella e dalla guida su cosa vedere in valle.

E se vi chiedete come sia nato il paesaggio più ampio intorno alla valle, con le sue colline e i suoi laghi, continuate con l'articolo sull'Anfiteatro Morenico di Ivrea. Alla sera, il B&B Torre Cives vi accoglie con il suo grande giardino immerso nel bosco e uno spazio custodito per le biciclette.

Dormire nel cuore verde della valle

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