Se c'è un sapore che racchiude il Canavese in un bicchiere, è quello dell'Erbaluce. Questo vitigno a bacca bianca è coltivato da secoli sulle colline tra Ivrea e Caluso, e dal 2010 il vino che ne nasce può fregiarsi della Denominazione di Origine Controllata e Garantita, la DOCG Erbaluce di Caluso (o semplicemente Caluso). Per chi soggiorna in Valchiusella, le sue vigne sono a portata di una bella gita in giornata.
Una leggenda che parla di luce
Il nome stesso evoca qualcosa di luminoso, e infatti la tradizione popolare racconta una leggenda: quella della ninfa Albaluce, figlia del Sole e dell'Alba, dalle cui lacrime sarebbero nate le prime viti della zona. È una storia che si tramanda di generazione in generazione e che ben si adatta a un'uva dagli acini dorati, che in autunno, sotto il sole, assumono riflessi ambrati.
Al di là della leggenda, l'Erbaluce è un vitigno autoctono, legato in modo quasi esclusivo a questo territorio. Il disciplinare della DOCG prevede che i vini siano ottenuti esclusivamente da uve Erbaluce.
Il paesaggio: le colline dell'Anfiteatro Morenico
Le vigne di Erbaluce crescono soprattutto sulle colline dell'Anfiteatro Morenico di Ivrea, il grande arco di rilievi lasciato dal ghiacciaio della Dora Baltea alla fine dell'ultima glaciazione. Terreni sciolti, ricchi di sabbie e ciottoli, ben drenati, e un clima mitigato dalla presenza dei laghi: condizioni ideali per un bianco fresco e sapido. La zona di produzione comprende comuni in provincia di Torino, come Caluso, Agliè, Ivrea e Mazzè, e si spinge verso il Biellese e il Vercellese, fino alle rive del lago di Viverone.
Molte vigne sono ancora allevate a pergola, la tradizionale "topia" canavesana sostenuta da pali di legno e di pietra: un elemento del paesaggio che vale da solo una passeggiata. Per capire come i ghiacciai abbiano modellato queste colline, potete leggere il nostro articolo sull'Anfiteatro Morenico di Ivrea e la Serra.
Fermo, spumante, passito: tre anime di un solo vitigno
La particolarità dell'Erbaluce è la sua versatilità. La stessa uva dà vita a tre vini molto diversi:
- Erbaluce di Caluso (fermo): un bianco secco, fresco, dalla bella acidità, con profumi floreali e di frutta a polpa bianca. Ottimo con gli antipasti, i piatti di pesce di lago e i formaggi freschi.
- Erbaluce di Caluso spumante: grazie alla sua acidità naturale, l'Erbaluce si presta molto bene alla spumantizzazione, anche con il metodo classico. Perfetto per un aperitivo.
- Caluso passito: il gioiello della denominazione. I grappoli migliori vengono messi ad appassire per mesi, poi pressati per ottenere un vino dolce, ambrato e profumato, che richiede un lungo affinamento prima di essere messo in commercio (e ancora più lungo per la versione riserva).
Come scoprire l'Erbaluce durante il soggiorno
Il modo migliore per conoscere questo vino è andarlo a cercare dove nasce. Molte aziende vitivinicole del Canavese accolgono i visitatori su prenotazione per visite e degustazioni: conviene contattarle in anticipo e consultare i siti ufficiali del Consorzio di tutela e degli enti turistici locali per eventi e cantine aperte. Il periodo più suggestivo è l'autunno, quando la vendemmia colora le colline e i grappoli dorati sono appesi ad appassire.
Una giornata tra le vigne si combina facilmente con altre tappe: il centro di Ivrea, a circa 15 km dalla struttura, e il Castello di Masino, a circa 25 minuti d'auto. Ricordate solo di affidare il volante a chi non degusta.
La sera, al B&B Torre Cives, potete stappare la bottiglia acquistata in cantina e gustarla in giardino, circondati dal bosco e dal silenzio della Valchiusella.
Un calice di Erbaluce nel bosco
Dopo una giornata tra le vigne del Canavese, torna al B&B Torre Cives, nel cuore verde della Valchiusella, e goditi la sera nel grande giardino.